«Il made in Italy è ancora un passo avanti»

Ne sono convinti i tanti imprenditori italiani incontrati a Cevisama. «Il dualismo è sempre esistito, ma la gara resta su piani differenti»

Tra rivendicazioni di un primato ancora intatto e ovvie cautele perché «hanno
fatto, negli anni, passi da gigante», il made in Italy della ceramica ‘studia’ l’avversario spagnolo.

E lo fa attraverso un Cevisama che festeggia nel 2018 il record di visite e, dice
Emilio Mussini, Presidente di Panariagroup, «ha sensibilmente alzato il livello qualitativo dell’esposizione, che resta comunque inferiore, ad esempio, a quello del Cersaie». La
Spagna corre, la sintesi dei tanti addetti ai lavori incrociati in quel di Valencia, e se l’Italia resta in vantaggio i motivi per guardarsi le spalle sono diversi.

Da una parte, dice Riccardo Monti di Gold Art, il mercato mondiale «riconosce ancora, anche a livello di prezzi, il made in Italy», dall’altra «le differenze tra Italia e Spagna sono ancora importanti: costi inferiori e infrastrutture – dice Daniele Bandiera, AD di Vetriceramici Ferro Italia – avvantaggiano
gli iberici, ma il prodotto italiano, sia per tecnica che per estetica, resta migliore».

Ma che la Spagna sia in marcia nessun dubbio…. Lo si vede, dice Maurizio Cavagnari, «anche dalla presentazione dei prodotti delle aziende di riferimento del mercato spagnolo,
oltre che dalle grafiche e dagli effetti. E del resto – aggiunge il CEO di Stylgraph – la tecnologia ha aiutato tutti». Figuriamoci produttori, come quelli iberici, che «hanno – registra Riccardo Pieroni di Ferrari & Cigarini – grande voglia di tornare protagonisti», e la buona ricettività delle aziende spagnole nei confronti della novità la legge invece il Direttore Commerciale di System Giuseppe Bandieri,
spiegando come «si siano presentate, da parte dei fornitori di tecnologia, soluzioni fatte di struttura e materia, in grado di abbinarsi alla tecnologia digitale e ad applicazioni a smalto».

Un prodotto sempre più evoluto, insomma, quello spagnolo, anche sui formati, «e anche le grandi lastre – dice Fausto Mucci,
Presidente di Target Group– testimoniano il salto in avanti della produzione spagnola».

Un prodotto che cerca spazio, «perché spazio – dice il Direttore Commerciale di Siti B&T
Group Juan Antonio Cavilla – ce n’è per tutti. La ceramica spagnola cresce nell’efficienza dei costi, ma anche nel brand design e si vedono prodotti sempre più importanti, e
non solo dal punto di vista estetico». «Ci sono prodotti che integrano materia e design, e le richieste che ci arrivano – conferma Lauro Palazzi, Direttore Generale di Smalticeram Espana – riguardano non tanto il prodotto in se, quanto piuttosto un concetto di prodotto
evoluto, fatto anche di effetti, materia, estetica ».

Così, sarà anche vero, per dirla con il Presidente Sacmi Paolo Mongardi, che «il prodotto italiano resta più competitivo, anche grazie ad innovazioni tecnologiche su cui il made in Italy fa ancora scuola», ma è altrettanto vero che «vale la pena fare attenzione ». Lo dice il Presidente di Fondovalle Maurizio Baraldi, non senza aggiungere che «l’Italia ha qualcosa in più, grazie a tecnologia
e senso estetico, ma non possiamo dormire sugli allori.

Il digitale ha ammazzato
la ceramica per come la conoscevamo, il compito dei produttori italiani è lavorare sulla
materia, innovare e investire per tenere a distanza la concorrenza». Sono lontani i tempi in cui, ricorda Giancarlo Ferrari, Presidente di Tecnoferrari, «qui attorno, dove sorgono diverse fabbriche, c’erano solo aranceti, e i formati che caratterizzavano la produzione spagnola erano il 10×10 o il 7,5×7,5», oggi la
Spagna corre, forte quasi quanto l’Italia. Il dualismo, del resto, c’è sempre stato, «e se
fino a qualche tempo fa sembrava che le produzioni italiane e spagnole avessero come destinazioni, rispettivamente, un mercato più alto e uno più basso, oggi – ammette Emilio Mussini di Panariagroup – le differenze si sono assottigliate, anche grazie alla diffusione della tecnologia. Il livello medio degli spagnoli si è alzato, insomma, ma la gara, oggi, resta su piani differenti».