Costruzioni, Italia ancora al palo

Percentuali di crescita da prefisso telefonico
per il Belpaese: «Risultato modesto», scrive
l’Ance, che aspetta il 2018 con fiducia.
«Per l’Italia – dicono i costruttori – sarà la svolta»

Qualcosa si muove, ma per la ripresa (quella vera) bisogna aspettare. Lo fa
sapere l’Ance, l’associazione dei costruttori italiani, in coda alla presentazione del suo
osservatorio congiunturale che, a luglio, obbliga l’ufficio studi dell’associazione a rivedere
al ribasso stime di crescita che si pensava potessero prendere spessore in questo 2017.
Invece no: mentre a sentire Banca d’Italia e Confindustria qualcosa si muove, le costruzioni
restano sostanzialmente al palo. Invertono sì la tendenza (niente più saldo negativo alla
voce ‘investimenti’)ma si fermano lì, sulla falsariga di quanto fatto anche nel corso del
2016: anche allora si battezzò la ripresa per l’anno successivo, salvo poi registrare come
la profondità della crisi con la quale il settore combatte ormai da dieci anni sia troppo
strutturata per evaporare da un anno all’altro.
Attorno alle costruzioni, in sintesi, deve mutare il contesto e solo allora le costruzioni
ripartiranno davvero. Appuntamento, allora, nel 2018, dal momento che nel 2017, spiega
l’Ance, tocca accontentarsi di uno 0,2% di incremento. Non granchè, come notizia,
nemmeno per i produttori di ceramiche che si apprestano a celebrare l’edizione 2017 del
Cersaie guardando soprattutto all’estero – oltreconfine la ripersa è già cominciata –
e al mondo delle ristrutturazioni.
Un contesto non semplice Rispetto ad inizio 2017, le previsioni del Pil di
alcuni istituti di ricerca per l’anno in corso sono state riviste al rialzo. Banca d’Italia, nel Bollettino
Economico della scorsa estate, stimava un aumento del Pil dell’1,4% e per il 2018 la previsione
è di un aumento dell’1,3%. «La crescita si legge sul Bollettino di Bankitalia – è stata rivista ampiamente al rialzo, riflettendo l’accelerazione dell’attività economica di inizio anno,
nonché sviluppi più favorevoli della domanda estera». Ottimismo condiviso da Confindustria,
che questa estate ha rivisto al rialzo la previsione del Pil, portandola a +1,3% da +0,8%, e
‘battezzando un +1,1% per il 2018.
Le aspettative non hanno trovato tuttavia pieno riscontro nel settore delle costruzioni e il trend sembra
ormai tanto consolidato da non autorizzare troppo ottimismo. Così, scrive invece l’Ance
sul suo osservatorio, se la previsione formulata a gennaio parlava di una crescita del +0,8% oggi la stima viene rivista allo 0,2%, ovvero «un lieve aumento tendenziale degli investimenti
in costruzioni, pari allo 0,2% in termini reali. Un aumento – registra l’Ance – trascurabile, del
tutto insufficiente a creare le condizioni di effettiva ripresa per un settore stremato da una
profonda crisi». (..)