Un Cersaie da sold out

Al via la trentacinquesima edizione della
fiera di riferimento del made in Italy della
ceramica: i produttori italiani rivendicano,
attraverso la manifestazione bolognese la
propria leadership

Il sold out non sarebbe una novità, il resto verrà. Quello che conta, o sembra contare,
è come l’edizione del 2017 di Cersaie confermi la centralità della fiera bolognese.
Perché l’Italia della piastrella non sarà il mercato di riferimento – gli entusiasmi di inizio
2017 si sono un tantino raffreddati, ma di questo leggete altrove – quanto a consumo,
ma proprio nelle settimana del Cersaie rivendica la sua centralità quanto ad estetica,
know-how, servizio. Facendo del Cersaie la ‘vetrina’ per eccellenza: innovazione e
relazioni, proposte e sfide, confronti e analisi integrano al meglio una fiera che non è
solo una fiera, quanto un punto di partenza – e di arrivo – per espositori ed acquirenti.

Gli spazi espositivi dedicati alla ceramica,
quelli per gli altri materiali da pavimentazione, le superfici dedicate ai colorifici e quelle delle aree esterne erano già esauriti a maggio, e garantivano già da sé la perfetta
riuscita della kermesse, ma qui non si tratta di fare il ‘conto della serva’ relativo
agli spazi occupati, quanto di ‘spingere’ sul senso anche a suo modo filosofico e a suo
modo istituzionale di un appuntamento che mantiene una sua centralità a dispetto del
proliferare delle fiere di settore, anche grazie agli investimenti che gli organizzatori non
hanno lesinato, in modo da rendere gli spazi espositivi sempre più moderni e funzionali.
Il nuovo look dei padiglioni è stato curato dal designer Giulio Iacchetti, che ha reso
ogni ambiente «più elegante e godibile».

Quello della ceramica resta infatti uno dei settori-miracolo della manifattura italiana e
il Cersaie ne è, da sempre, cornice e vetrina:
così, quello che va in scena a Bologna in questi giorni è un appuntamento che, a
dispetto dei suoi 35 anni, si conferma sempre in grado di rinnovare se stesso e gode di
crescente appeal, se è vero che anche per l’arredobagno – il secondo asse portante
della Fiera Internazionale – la risposta è oltremodo soddisfacente, con oltre 150 aziende
– italiane ed estere – già presenti nel comparto.

Si tratta, a ben vedere, dell’ennesima conferma della centralità internazionale di
una manifestazione che punta a superare il risultato di partecipazione dello scorso anno,
ovvero 852 espositori provenienti da 43 Paesi del mondo.

Organizzato da Edi.Cer.spa e promosso da Confindustria Ceramica in collaborazione
con BolognaFiere Cersaie è, del resto, la più grande e qualificata rassegna
internazionale per i settori della ceramica e dell’arredobagno, appuntamento di riferimento
mondiale del trade internazionale che non si ferma al momento espositivo.
Alla peculiarità di Cersaie come fiera per il sistema della distribuzione, vanno infatti aggiunti
i luoghi tematici ed eventi collaterali che arricchiscono la settimana bolognese, si
tratti delle esposizioni ospitate dai padiglioni del fiera district o delle lectio magistralis che
vedono grandi firme dell’architettura contemporanea
– in questo 2017, tra gli altri, ci saranno Fabio Novembre, Sebastián Irarrázaval,
Elisa Valero Ramos, Diébedo Francis Kéré – o ancora dei tanti appuntamenti
collaterali – la mostra ‘Milleluci –Italian Style Concept’, i caffè della stampa, gli eventi e
i concorsi della Bologna Design Week che portano Cersaie oltre i confini del fiera district
– che si aggiungono ai giorni che aprono il cosiddetto ‘anno ceramico’.

Il Cersaie è, forse, una settimana di fiera come magari ce ne sono altre, sparse tra calendari e latitudini
differenti.

Ma è una settimana che per il made in Italy della piastrella è, e resta, ‘la settimana’.