Volumi da record per il mercato mondiale

La domanda mondiale dice tredici miliardi di metri quadrati di piastrelle:
comanda il Far East, flettono Nafta – Canada, USA e Messico – e America Latina, ma il mercato c’è.

Vero che i motivi di preoccupazione non mancano, vero che le prospettive macroeconomiche restano appese a tensioni geopolitiche che abbondano. Vero anche, tuttavia, che il 2017 segna il miglior quinquennio di sempre per quanto riguarda il consumo mondiale di piastrelle, che abbatte il ‘muro’ dei tredici miliardi di metri quadrati, solo messo nel mirino nel 2016. Già: i 12783 milioni di metri quadrati consumati nel 2016 (poco più del 4%di crescita) sono diventati, a fine 2017, 13096, completando la lunga marcia intrapresa nel 2013, quando il ‘conto’ si fermò a 11913 milioni.

Il dato è stato diffuso da Confindustria Ceramica ed è parte dell’Osservatorio
Previsionale dell’associazione: racconta un mercato comunque ricettivo se è vero che lo scostamento fatto registrare tra 2017 e 2016 è comunque il secondo migliore del quinquennio. Solo tra 2015 e 2016 il consumo aveva fatto registrare crescite superiori, ma parliamo di anni nel corso dei quali il dato
globale si attestava a ridosso dei 12 miliardi, come del resto già dal 2013.

Nel biennio tra 2105 e 2017, invece, il ‘botto’: +4,3% nel 2016 rispetto al 2015, + 3,7% tra 2017 e 2016 a raggiungere, appunto, quota tredici miliardi di metri quadri. Otto dei quali (8148, per la precisione, sono appannaggio del Far East che tuttavia, sorpresa, non è il mercato che segna la miglior performances, perché la macroarea più ricettiva, stando ai dati di Confindustria Ceramica, è l’Europa.742 milioni i metri quadrati consumati nel 2017, con una crescita del 5,4%, nell’Europa Occidentale, 825 quelli appannaggio dell’Europa Orientale (+4,7%) e addirittura +7% dei Balcani, dove tuttavia il consumo si attesta su valori assoluti (103 milioni) non sufficienti a stabilizzare quella ripresa che segna il passo oltreoceano.

L’America latina, con il suo milione di metri quadri, scrive il terzo dato negativo consecutivo mentre il Nafta, attestato a ridosso dei 550 milioni di metri, vede dimezzarsi il dato che aveva sostenuto la domanda nel 2015/16 e dal +8% di fine 2016 passa ad un più dimesso +4,3%.